giovedì 29 settembre 2011

Auralma: Dove la Creatività Reinventa la Materia di Alessia Fabbri

articolo originale su: magazine.blomming.com

“Lassù vive una graziosa creatura, lei da sola è una goccia d’ambra che racchiude una galassia...”: è immaginifico ma efficace il ritratto che Claudia Bucci di Pop Up Shop & Tube fa di Laura Magro, scultrice e designer di Padova che con il suo marchio Auralma produce gioielli decisamente intriganti. Tirapugni, ciondoli, collane e anelli ad arco in alluminio e acciaio… ma è un metallo che emana calore.

Ne volevamo sapere di più e le abbiamo fatto qualche domanda…

Tribali e romantici allo stesso tempo, i tuoi gioielli sono piuttosto enigmatici… Che rapporto hai con le tue creazioni?
Realizzo gioielli anche se preferisco considerarli “accessori per il corpo”. Ciò che indossiamo è una nostra proiezione, quasi un simbolo di noi in un dato momento dell’esistenza.
Gli oggetti che realizzo sono molto differenti tra loro, credo che la cosa che possa accomunarli sia l’espressione di uno stile, espressione di una sensazione rappresentativa del nostro animo; per questo credo sia importante la scelta dei materiali, perché la forma vive e si esprime attraverso i materiali che veste. I miei lavori nascono dalla sperimentazione continua tra materia, forma, tecniche di lavorazione artigianale e procedimenti industriali, sono pezzi unici o serie limitate.
Mi piace anche creare accessori-gioiello ad personam, in cui le mie creazioni sono pensate direttamente e solo per chi mi chiede una realizzazione. Sicuramente chi indossa i miei lavori li sceglie perché sente che gli appartengono, e non li prende solo perché sono oggetti che possono valorizzare o adornare il viso o un’altra parte del corpo: per questo li considero anche come oggetti “affermativi”.

Acciaio e alluminio. Tra tanti materiali come mai questa scelta?
Penso che i materiali siano nobili, non per le varie classificazioni di settore, ma per ciò che questi riescono ad esprimere attraverso la forma … un po’ come le persone.
I lavori in acciaio anallergico, ad esempio, caratterizzano un momento di forza e resistenza, una forza naturale apparentemente senza mediazioni, ma anche il rigore delle purezza formale e l’eleganza. Le serie delle “Crisalidi“, invece, è quasi la fotografia di un attimo: un fermo immagine della mutazione e della consapevolezza che ci stiamo evolvendo. L’alluminio è un metallo molto leggero e quindi, per spessori importanti, come nei collari rigidi o alcuni pendenti, si presta perfettamente, oltre al fatto di poter essere anodizzato con colori molto belli; mentre nella gommatura rimanda alla sua elasticità e durezza di metallo senza appesantire la forma. Per le crisalidi ho impiegato anche il titanio, totalmente anallergico, che negli spessori minimi mantiene la sua resistenza rispetto alla forma e alle sollecitazioni, non si ossida e non si altera. Credo che le stesse forme con altri materiali non avrebbero la stessa resa.

Parliamo del tuo percorso. Un diploma all’Accademia delle Belle Arti di Venezia, la specializzazione nella lavorazione artistica dei metalli e in gemmologia, quindi il lavoro come modellista, designer e consulente nel settore orafo, sia in atelier di oreficeria contemporanea che in azienda, e persino collaborazioni come fashion designer nell’ambito della moda… Cosa ti ha spinto a metterti in proprio?
Quando è nato il mio primo bimbo mi sono trovata davanti ad una scelta niente affatto facile: continuare un lavoro a tempo pieno e lasciare mio figlio di un anno a parenti e asili nido o allevarlo personalmente. Non avendo la possibilità di un part time ho lasciato il lavoro. Purtroppo per una donna, essere madre e portare avanti una professione non è facile in Italia, sembra strano che una donna possa desiderare contemporaneamente di realizzarsi professionalmente e nella famiglia! Ho abbracciato la sfida di fare delle mie passioni artistiche anche un’attività e così pian piano Auralma è diventato un marchio e la mia attività professionale.

E ora la domanda canonica: “Auralma” perché?
È un nickname che utilizzo da anni, risultato giocando con le lettere del mio nome e cognome, una specie di parziale anagramma; è una parola costituita dalla fusione di aura, derivazione dal greco di àura ‘soffio’, qui intesa come campo energetico o vibrazione, assonante con aurum – oro, e alma, ‘anima’ dal latino. Un’anima che emana energia.