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venerdì 28 settembre 2012

alle 3, una notte

Erano le tre, questa notte. Circa le tre.
Succede che il posto che frequentavi da quando eri ragazzina, esplode. Raso al suolo. Lamiere, legno e vetri, di quel posto in cui ti sei seduta mille volte, a bere con gli amici o sui gradoni gialli a parlare. Il posto in cui, da adulta, andavi coi tuoi figli a giocare, in cui andavano i tuoi amici più cari coi loro figli, i compagni di scuola, andavano i tuoi nipoti e le persone che conosci da quando hai iniziato a guardare un po' il mondo fuori da te.
Una notte, alla tre, esplode. Il posto che dava lavoro a due famiglie, il posto gestito dal padre dei due bimbi che vanno a scuola coi tuoi. Pensi a cosa sarebbe accaduto se fosse successo magari di giorno, con le persone, magari una domenica. Una fuga di gas, si crede...
Solo macerie, non ci sono feriti.
A volte nella vita le cose accadono, senza un perché preciso.
Un sottile filo di ragnatela, che può resistere indenne fino alla morte del ragno, oppure rompersi per una foglia che cade accidentalmente.
Pensi a quei posti dove gli ordigni scoppiano ogni giorno, portando con sé cose e persone.
Pensi a quanto sei stato fortunato.
Pensi a quegli anni in cui ti domandavi "caso o destino"? E la risposta poco conta perché non cambia l'ordine degli eventi.
Succedono cose, talvolta inaspettate.
Un giorno qualcosa sparisce, magari un muro, magari una persona, magari un sentimento; poi si riprende, in modo diverso, perché le cose, per caso o per destino, cambiano.







mercoledì 18 gennaio 2012

Fast Fashion Fast Jewellery Fast too Fast

....qualche pensiero veloce:

Fast fashion e bigiotteria

Ti piacciono? Si
Li indosseresti? Assolutamente no
Quanto costano? Valore commerciale dai 3.95 € ai 4,95 €, costo effettivo, probabili 50 cent. di euro.
Come sono fatti, in che materiali? Prodotti industrializzati, fatti da stampo, in zama o rame, galvanizzati, non credo in ottone, sono troppo leggeri. Plastiche e qualche pietra.
Durano? Non sono fatti per durare nel tempo, una stagione se è tanto, sono nati per soddisfare dei capricci. Puoi buttarli dopo averli messi un paio di volte, tanto costano poco... se li metti di più pensi di non aver mai speso meglio 5 €.
Fast Fashion, Bigiotteria o Fashion jewellery? Bigiotteria realizzata bene.
Che differenza c'è tra bigiotteria, Fast Fashion e Fashion Jewellery? Chi copia chi, materiali, qualità nella ricerca formale, i particolari.
Sono per tutti? Per molti.
Ti piacerebbe progettarli? Preferirei Dior...anche se Victoire de Castellane è quasi inarrivabile.



sabato 24 dicembre 2011

Ferro, acciaio e sciamani contemporanei

I metalli sono carichi di valori, si riferiscono alla storia della tecnologia,  ai simboli e alle tradizioni; la metallurgia è coeva alla scrittura (3500 a.C. ca.) e non a caso coincide con la strutturazione delle prime città.
Anbar, è il termine sumerico più antico che ci è pervenuto per 'ferro': è costituito da pittogrammi che indicano cielo e fuoco, traducibile come “metallo celeste” o “lampo celeste”; il greco sideros  e il latino sidus, si riferiscono sempre alla stella, al corpo luminoso. I Sumeri e gli Ittiti usavano il ferro ricavato dai meteoriti per i gioielli e le punte di lancia.
L’associazione tra metalli e pianeti si mantiene a lungo, in diverse culture.  Il fuoco-fulmine, l’arma uranica, è la connessione tra la divinità e il fabbro, connessione potente tra cielo e terra. I metalli partecipano alla narrazione cosmica e solo chi è in contatto coi misteri celesti può manipolare il fuoco e forgiare i metalli. Il fabbro è in origine il signore del fuoco, quasi sciamano, detentore di riti iniziatori. Presso i Celti, solo un libero poteva essere fabbro, la sua arte era segreta e legata al sapere druidico. Il fabbro detiene un potere misterioso e temibile, ha una natura ambivalente, è venerato e temuto. Nel contemporaneo il  sapere del ferro cosmico appartiene all’artista-fabbro, appartiene a colui che libera l’energia della materia rivelandone l’essenza, a colui (o colei) che riesce a caricare di nuovi significati l’orizzonte delle realtà. Il ferro è il metallo più diffuso in natura, a contatto con gli agenti atmosferici  rende conto dello scorrere del tempo arrugginendo (salvo trattamenti speciali). In oreficeria e gioielleria lo usano in pochissimi, per scelta, ovviamente; tra questi pochissimi János Gábor Varga, controcorrente rispetto all’utilizzo dell’acciaio che molte aziende e designer invece abbracciano; Jànos ci restituisce il fascino antico di questo metallo riportandoci indietro nel tempo coi suoi amuleti contemporanei. Oggetti che vivono con chi li indossa, sensibili alla pelle, alla sua acidità: è la pelle stessa che crea una patina protettiva sul gioiello che, comunque, come la pelle, ha bisogno di cure e attenzioni.

Jàanos Gàbor Varga - Visor ring, iron
Jàanos Gàbor Varga - Cuff-iron, silver

Jàanos Gàbor Varga - Axe rings, iron

Acciaio usato e abusato, invece, nella gioielleria: tollerabilità cutanea, basso costo, intriganti risultati.
Binda Group, con il marchio Breil, lancia in Italia nel 2001 il Breil life-style; con esso l’acciaio esce dal laboratorio del designer per  approdare ufficialmente nel mercato e nella produzione della gioielleria di massa.
L’acciaio inox utilizzato maggiormente  in gioielleria è la lega conosciuta come Aisi 316L (viene usato anche l’Aisi 316 e il 304), un acciaio al Cr-Ni-Mo a bassissimo tenore di Carbonio, austenitico, non temperabile, amagnetico, presenta ottima resistenza alla corrosione intercristallina. Utilizzato nei settori più svariati, è sicuramente garanzia di durata e forte resistenza alla corrosione e all'ossidazione; tenace, duttile, malleabile, incombustibile, a differenza del ferro è anallergico e quasi inalterabile. L'acciaio è uno dei materiali della civiltà moderna, è il metallo contemporaneo che con le nuove tecnologie ha contraddistinto parte dell'epidermide urbana. Il metallo eterno.
L'industrializzazione e la ricerca hanno portato a interessanti sviluppi nelle applicazioni in oreficeria e gioielleria: un chiaro esempio sono le forme organiche di Nervous System, mix tra scienza, arte e tecnologia con gioielli stampati da simulazioni 3D, in cui il gioiello diventa pura proiezione progettuale.


Nervous System -  stainless steel ring, cellular organic intricate 3D-printed jewellery
Nervous System -  stainless steel ring, cellular organic intricate 3D-printed jewellery

E dalle molecole elaborate in 3D da Nervous System, ai vari sinterizzati, agli esercizi di stile nelle tornerie automatiche mono e plurimandrino, potremmo stilare una lunghissima lista di esempi nella ricerca odierna anche perché il costo irrisorio del materiale permette di investire nella ricerca (quella ricerca che inevitabilmente porta alla standardizzazione del prodotto) e nel design; da questa fascinazione tecnologica, però, sorge spontanea una domanda: esiste ancora la sacralità delle mani capaci di plasmare e forgiare materiali e metalli 'eterni'? Esistono ancora figure capaci di rivelare l'essenza della materia contemporanea e che ne conoscono i reali segreti? In relazione a questo si potrebbe aprire un ulteriore capitolo (o post) inerente alla reale professionalità e competenza di artisti e designer... 
Augusto Gentile coniuga sensibilità materica e approfondite  e specifiche conoscenze tecniche; realizza gioielli inalterabili, talvolta protesi e prolungamenti dinamici del nostro corpo. Oggetti in cui materia e forma sembrano legate da una sorta di relazione simbiotica. Consapevolezza del gesto unita a etica creativa: "...mi piacerebbe che l'esempio e l'etica partissero dagli artisti e non dai produttori. Penso che si dovrebbero proporre idee in grado di portare ad un'evoluzione umana, non solo alla creazione di oggetti inutili...i primi a cambiare il mondo dobbiamo essere noi." (cit. Augusto Gentile)

Augusto Gentile - Dinamic ring, stainless steel - Aisi 316, X-Ray of artist hand, 1999
Augusto Gentile - Water, stainless steel - Aisi 316
Augusto Gentile - Geoide, stainless steel - Aisi 304

Questo post trae ispirazione dalle parole di una delle donne più affascinanti e carismatiche che io abbia mai conosciuto, mia eterna musa, la splendida Eleonora Fiorani in 'Leggere i materiali' con l'antropologia, con la semiotica, Lupetti Editore

sabato 18 giugno 2011

Perché Oro?

Il precedente post di apertura sull'argomento materiali era dedicato al metallo 'nobile' per eccellenza, l'oro, con caratteristiche generali e cenni storici tratti da Homolaicus.com.

Oggi vorrei aggiungere qualche pensiero sulle motivazioni che possono spingerci a scegliere un oggetto in oro piuttosto che in un altro materiale e considerare le valenze simboliche intrinseche di questo metallo.

Tradizionalmente l'oro è considerato il metallo più prezioso, perfetto, incorruttibile, l'immagine del sole, simbolo dei principi divini, segno della gloria terrena e celeste. In cinese lo stesso carattere chin designa oro e metallo. L'oro identifica lo splendore della luce, secondo le tradizioni dell'India è la luce minerale, ha carattere igneo, solare e divino. In certi paesi la carne degli Dei è fatta d'oro così  come quella dei faraoni egizi. Nelle icone bizzantine l'oro è la luce celeste. L'oro-luce è generalmente simbolo della conoscenza, lo yang essenziale; per i Brahmana l'oro è immortalità e verità. In cina come in India si sono preparate droghe di immortalità a base di oro. Per gli Aztechi questo metallo è associato alla pelle nuova della terrra, simbolo del rinnovamento periodico della natura e Xipe Totec, divinità della pioggia e del rinnovamento, è anche il dio degli orafi; le vittime in suo onore venivano scorticate e i sacerdoti si rivestivano con la loro pelle tinta di giallo come l'oro.In Africa occidentale è il metallo regale.Con un grammo di oro si può fare un filo sottile come un capello e circondare un villaggio intero; metallo inalterabile, esoterico. In  Grecia, nostra culla culturale, l'oro simboleggia fecondità, ricchezza, dominio, centro del calore-amore-dono, fuoco di luce-conoscenza-irraggiamento, segno della mente, e immortalità. Luce solare e conoscenza, simbolo del Cristo, luce, Sole, Oriente. Nella mitologia e nel folklore, il colore dorato è il colore della saggezza, delle abilità magiche, così come il colore della parte orientale.

Le immagini simboliche  evocano, velandole, realtà superiori che non possono essere descritte e comunicate attraverso gli usuali schemi razionali e verbali, una forma di espressione metarazionale e metaverbale che, superando i lacci del linguaggio e della ragione, raggiunge lo spirito umano comunicando significati che la parola, spesso, non riesce ad esprimere.
Un valore simbolico, però, come si evince dagli esempi sopracitati, per un soggetto o per un'epoca non rappresenta sempre ugual valore per tutte le persone o per tutte le epoche. I contesti sociali o geografico-culturali o i periodi storici sono determinanti; quindi se da un lato tra simbolo ed osservatore si può ipotizzare una sorta di "risonanza", di vibrazione spirituale simpatetica determinata da fattori ancestrali e fortemente evocativi, dall'altro lato si deve tener presente anche il contesto in cui i simboli e i soggetti esistono.

Cosa accade se associamo, in maniera nemmeno scontata, l'oro alla gioielleria? Di che valenza si carica oggi questo materiale?

Il  gioiello inteso come ornamento del corpo, può da solo essere esso stesso, puro oggetto, simbolo di un sentimento (amore, matrimonio, famiglia) o di uno stato di appartenenza (ceto sociale, classe religiosa o politica), simbolo culturale ma anche evocativo della memoria e del ricordo; un gioiello può essere l'espressione di uno stile, di un mood o trend o semplicemente pura vanità. 
Il gioiello comunica diversi messaggi, lo fa essenzialmente attraverso il design, o la sua forma, e attraverso il materiale, diventando  espressione di un mondo, o di un determinato contesto caratterizzato e caratterizzante, determinato da stili formali ed espressivi peculiari di un dato momento storico e contraddistinto dai materiali 'specifici' dell'epoca. Possono esserci, quindi, diversi codici espressivi, con un'insita attenzione al dettaglio e ai rapporti formali; codici che possono evocare miti, misteri, magie, riti o tradizioni, stile, eleganza o semplice equilibrio ritmico. 
Certo è che l'ornamento vive nella nostra quotidianità e comunica il nostro mondo o le nostre categoria di appartenenza, chi siamo in parte o cosa decidiamo di voler dire o esprimere attraverso ciò che ci adorna oppure no. Un tempo monili d'oro erano esclusiva dei regnanti o delle persone di potere politico, spirituale, religioso; oggi indossare un oggetto in oro, o peggio, dorato, è cosa, generalmente comune o quanto meno, un'abitudine molto diffusa tra le persone di ogni genere. Ogni epoca ha espresso modi diversi, ma sostanzialmente simili, per distinguere le classi, le appartenenze, il gusto, e tocchiamo quindi il concetto del lusso; il lusso ha dunque rappresentato per molti anni lo status symbol per eccellenza, mentre ora è lo style symbol a prevalere, lo stile personale che spesso evita gli eccessi ostentativi. Contemporaneo è oggi trasmettere il proprio stile, a prescindere, spesso ma non sempre, dagli alti costi. Contemporaneità e tecnologia (rimando all'articolo Satus symbol oggi di Andrea Bressa).
Il valore simbolico dell'oro, che si è formato e trasformato nella storia, si è sedimentato, però, nel nostro inconscio collettivo, in quell'immaginario che rende un individuo membro della società in cui nasce.  Il simbolo, per natura immediato, viene percepito a livello sensoriale senza decodifiche razionali, la coscienza lo vive in modo emotivo e quindi immediato senza farlo "transitare" per la parte razionale. Ecco, quindi, la sua importanza anche in un'epoca in cui, come simbolo e materiale-oggetto, questo metallo non appartiene direttamente al nostro vissuto ma si àncora come segno del passato ricostruendo una continuità con l'antico. Un gioiello dal basso valore progettuale ed estetico, quindi, quando è realizzato in oro, si veste comunque dell'aura donata da questo metallo. La bellezza di un oggetto-gioiello inizia a dipendere,  così, dai nostri gradi di consapevolezza rispetto ad una sensibilità materica ed estetica. Diventerebbe interessante analizzare l'atteggiamento e le soluzioni dei vari Brand rispetto all'utilizzo di questo materiale (indipendetemente dalla generale crisi di mercato); interessante anche perché spesso le scelte di acquisto relative a un gioiello sono scelte di acquisto di un Brand e della sua mission.
Uno degli esempi di design più riusciti ed eleganti, da parte di aziende di rilievo, rimane senza dubbio B.zero1, nelle versioni pensate da Anish Kapoor per Bulgari ovviamente. L'anello, che rappresenta storicamente il Brand, progettato dallo scultore indiano in oro rosa e ceramica bianca e nera e oro rosa e acciaio. 

Allora la domanda che pongo è questa, quanto si può parlare di style symbol quando nelle nostre scelte facciamo ricadere prodotti comunque di massa o, come nel caso di Bvlgari d'elite?  Non sarebbe forse più interessante parlare di Individual Style e iniziare a operare scelte più distintive e personali? Scelte in cui gli oggetti tornino a espriemere e a comunicare un valore-simbolo realmente distintivo?  Oggetti comunicativi nella forma e nella potenza della materia.


 Bvulgari, B.zero1, anello in oro rosa e acciaio
.

Bvulgari, B.zero1, anelli in oro e ceramica bianca o nera e oro e acciaio











 

giovedì 26 maggio 2011

Ai miei figli

Ai miei figli

Dove il fiume della vostra vita scorre
Lungo le sponde delle vostre verdi ore
Ho vegliato in silenzio
Come un albero che guarda sbocciare a primavera i suoi fiori.

Se tutto il resto può sembrare una bugia
A me è stata concessa la magia
Di osservare rispecchiati in limpide acque
Sorgere soli
E lune cullarsi nel mistero dei vostri giovani occhi.

Freny Bhownagary

lunedì 9 maggio 2011

Il mercato di massa dei disordini alimentari

Isabelle Caro fotografata da Oliviero Toscani per Nolita; muore il 17 Novembre 2010

In contrasto con la diffusa credenza che i disturbi alimentari siano principalmente di natura psichiatrica, noi sosteniamo che essi siano anche sintomatici di un preciso problema sociale.
I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono ANCHE malattie culturalmente-indotte promosse da istituzioni economiche e sociali che TRAGGONO PROFITTI dal “culto della magrezza” promosso dai media di massa.  Esiste un LUCRATIVO MERCATO associato con i DCA, e le industrie della pubblicità
(e delle riviste che vivono di sponsor), della perdita di peso, del cibo dietetico, del fitness, dei cosmetici e della chirurgia estetica SONO BENE A CONOSCENZA di questo. 
Difficile sfuggire a questa morsa.
Tuttavia, non tutte le donne esposte all’influenza dei media sviluppano insoddisfazione del proprio corpo e disordini alimentari.
Per comprendere come specifiche donne siano più impressionate dal mercato di massa degli “ideali di bellezza”, è importante assumere sul tema una prospettiva socio psicologica. (…teorie integrate) forniscono importanti indicazioni per la comprensione del dilagante IMPATTO di QUESTE INDUSTRIE nello sviluppo dei Disordini Alimentari.
Noi (…) discutiamo su come favorire un’educazione volta alla conquista dell’autostima, perché le persone imparino a integrare soluzioni che comprendano: re-visitazione della femminilità, partecipazione sociale, istruzione e CAPACITA' DI INTERPRETARE i messaggi mediatici. 

(fonte: The mass marketing of disordered eating and Eating Disorders. The social psychology of women, thinness and culture - Boston College Sociology Department).

Fonte http://amorecontroana.blogspot.com 

venerdì 11 marzo 2011

Modelle per un giorno, donne per la vita

Iniziativa... se volete: 'Modelle per un giorno, donne per la vita'.

Amiche perchè non proviamo a fare da fotografe-modelle di noi stesse lanciando immagini alternative ed esteticamente valide del femminile?
Astenersi perditempo e pressapochiste, se volete coinvolgete uomini.
Mi piacerebbe vedere non solo le 14enni strafiche con vestiti da 1400 euro in pose seducenti o semplicemente svestite, ma le donne della strada, dell'ufficio, le donne del quotidiano, donne che rilanciano l'idea di bellezza e vera seduzione del femminile... via dai soliti stereotipi... perchè anche una sessantenne può sedurre con uno sguardo ... e tanto altro. Perchè non provare e far vedere dove si può arrivare? O semplicemente la bellezza di una donna che si sveglia alla mattina, o la sua forza ogni giorno, la fragilità, le capacità che ognuna ha, diversa e maginifica.
Credo che non siano gli scandali politici che rilancino l'idea del femminile ma sia la consapevolezza di essere Persone, negli infiniti riflessi della bellezza, che non è quella delle riviste patinate, o non è solo quella (per quanto io apprezzi molto le performance di alcuni fotografi e artisti su riviste di moda)...
Allego un link che dovrebbe far riflettere, non per alimentare pettegolezzi sulle minorenni e gli scandali del nostro paese, ma per far capire che a far svegliare le donne e arrabbiare gli uomini dovrebbero essere altre cose

un-bel-mazzolino-di-niente

Le volenterose che avessero intenzione di partecipare all'iniziativa possono mandare via mail le foto, che saranno pubblicate su questo blog, all'indirizzo auralma@gmail.com, oppure pubblicando le foto sui vari profili possibili nei social network indicando il titolo dell'iniziativa.

mercoledì 16 febbraio 2011

Pazzo

"Un Pazzo è un disadattato, un ribelle, un combina guai. è disordinato, scapestrato, incosciente. ride quando tutti piangono e piange quando tutti ridono. Un Pazzo vede il mondo in maniera differente lo vive in modo differente e per questo è... un diverso. Un Pazzo non ama le regole, e non ha rispetto per lo status quo. Un pazzo tragredisce, osa, va contro corrente. Puoi elogiarlo o non essere d'accordo con lui, puoi seguirlo o citarlo. Puoi non credergli, puoi glorificarlo ma l'unica cosa che non puoi fare è: IGNORARLO! Perchè sono i Pazzi che cambiano le cose, che cambiano la vita: immaginano, inventano, curano esplorano, creano, ispirano. Non guardano mai indietro, vanno sempre avanti trascinandosi dietro la pigra e "normale" razza umana. Forse hanno bisogno di essere folli. Chi se non un pazzo può fissare un pezzo di marmo e "vederci" dentro la Pietà. Chi se non un pazzo può vedere in ogni essere umano un fratello. Chi se non un pazzo può sedere in silenzio e ascoltare una canzone mai scritta o una musica mai suonata. Quando la massa vede in te un Pazzo e folli le cose che dici, folli le cose che pensi, folli le cose che fai, allora sorridi e guardandoti allo specchio inchinati: sei davanti a un Genio. Perchè coloro che sono abbastanza folli da pensare di cambiare il mondo, sono quelli che poi lo fanno...". Mohandas Gandhi (1869-1948)

martedì 15 febbraio 2011

La ricchezza delle idee

Parafrasando le parole di Damien Hirst: "...di idee se ne possono avere a migliaia e non costano nulla"...
Spesso le idee e i sogni vengono dimenticati, specialmente in Italia in questo momento di profonda tristezza morale ed etica.
L'Italia rimane, comunque, una fonte inesauribile: spunti, idee, bellezze, genialità.
L'Italia è Storia, Cultura, Arte... storia, cultura, arte fatte dalle Persone.
Quando un Sistema è fragile non è un obbligo seguirlo; quando non sono più forti i Valori, non vuol dire che questi non esistano.
Riappropriamoci della capacità di creare, perché creare è dare vita al nuovo, è cambiamento, è coraggio.
Nel momento della facilità/fragilità, dell'apparenza e del vuoto, torniamo ad essere Persone forti 'di Noi' e 'in Noi', capaci di dare contributi, di progettare il Nuovo.